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IT86

   Anello del Monte Zatta dal Passo del Bocco.
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Giorgio Tanzi 2015

Caratteristiche Percorso

 Itinerario   Passo del Bocco - Colonia Devoto - Poggio Buenos Aires - Monte Zatta (ovest) - Monte Zatta - Passo del Bocco.
 Dislivello   Salita: 540 m   Discesa: 540 m
 Lunghezza   10 Km
 Difficoltà  

E

 L'itinerario non presenta difficoltà.
 Segnavia   AVML - A10
 Durata   4 ore circa.
 Altitudine Massima   Monte Zatta  1410m
 Cartografia   Carta 1:25.000 -  Carta Escursionistica alta via dei Monti Liguri "Da Passo Scasella a Passo del Bocco" ed. Studio cartografico italiano Genova  [ Visualizza porzione della mappa ]
 

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La zona è quella del Parco Naturale Regionale dell'Aveto situato nell'entroterra ligure, nell'estremità orientale della provincia di Genova ed interessa parte dello spartiacque ligure padano e alcune delle cime più alte dell'Appennino Ligure. L'area protetta presenta una grande varietà e ricchezza di ambienti: prati e pascoli, faggete, zone umide, emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche e mineralogiche.
L'anello del monte Zatta è un percorso di elevato pregio naturalistico che attraversa una delle più belle faggete della Liguria, in gran parte di proprietà demaniale. Lungo il percorso si possono notare manufatti delle antiche attività montanare (e purtroppo anche di attività più recenti!), quali aie carbonili (spiazzi dove veniva prodotto il carbone di legna) e neviere (grandi fosse nelle quali era raccolta la neve, per essere poi venduta come ghiaccio nella stagione calda). Il sottobosco ospita una flora molto ricca, tra cui diverse specie protette come i gigli, le scille e il dente di cane, mentre in autunno la foresta è meta di numerosi appassionati fungaioli.
La faggeta è il bosco tipico della fascia montana tra i 900 e i 1600m circa, caratterizzata da un clima umido e fresco. La specie dominante è il Faggio (Fagus sylvatica), albero caducifoglie dal portamento maestoso ed elegante. La faggeta è la formazione forestale più diffusa nel territorio del parco e rappresenta, nei versanti in quota del nostro Appennino, il cosiddetto bosco "climax", in equilibrio con l'ambiente circostante e stabile nel tempo, se rimangono immutate le condizioni locali climatiche e ambientali.
L'escursione ha inizio dal Passo del Bocco, antico valico dell’Appennino tra la valle Sturla e la val di Taro. Qui, a 952 m di altezza, è stato recentemente ristrutturato dal Parco un vecchio albergo e trasformato in un moderno e funzionale rifugio: il “Rifugio Antonio Devoto”.


Passo del Bocco: Rifugio Antonio Devoto
 

Parcheggiata l'auto nel grande piazzale antistante  il rifugio (950m, WP01) si segue la strada asfaltata in direzione Varese Ligure, superato il Lago del Bocco davanti ad una costruzione abbandonata, non molto bella da vedersi, si prende la sterrata che si stacca a destra (956m, WP02, 10') (cartelli e indicazioni presenti) seguendo i segnavia AV iniziamo a salire seguendo alcuni tornanti e giungiamo ad un primo bivio (1013m, WP03, 10'/20'), il tracciato A10 prosegue su un sentiero a Dx per raggiungere poi Poggio Buenos Aires, ma noi proseguiamo dritto sulla sterrata per visitare la colonia Devoto. Si prosegue quasi in piano e subito dopo si incontra un nuovo bivio con tre pannelli informativi (1024m, WP04, 5'/25'). A sinistra appena a monte del tabellone c'è l'arrivo del sentiero A10 che useremo per il ritorno ma tenendo la sterrata proseguiamo ancora in salita sino ad entrare in una abetaia dove si incontra subito dopo una serie di edifici abbandonati (1053m, WP05, 10'/35') e in rovina, la vera sorpresa però appare poco dopo: l'enorme edificio a sei piani della ex colonia Fondazione Antonio Devoto (1091m, WP06, 10'/45'), abbandonato anch'esso. Colpisce lo stridente contrasto tra questa costruzione e il bosco che lo circonda , un enorme complesso di circa 22.000 metri cubi (ha 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno) di proprietà della Provincia di Genova fatta costruire nel 1933 da Antonio Devoto, benefattore e filantropo, come “sanatorio” per cura della tubercolosi e poi adibito a colonia per ragazzi ed oggi in attesa di riqualificazione. Dopo una breve discesa, la stradina prosegue in piano, alternando alcuni lievi saliscendi nel bosco misto che, gradualmente, lascia spazio ai primi faggi.
Proseguiamo su sentiero piano e ci ritroviamo ben presto su uno spazio attrezzato ad area pic-nic si tratta di Poggio Buenos Aires (1120m, WP07, 10'/55'), Il nome del luogo evoca il periodo dell’emigrazione, fenomeno che all’inizio del Novecento aveva provocato lo spopolamento di queste valli.
 


 

Questa località, ideale per un momento di relax, è circondata da maestosi faggi ed è anche il punto dove la pista si interrompe. Vale la pena di percorrere un breve tratto in discesa del sentiero A10, che arriva in questo punto, per godere di un ottime vedute sul monte Ramaceto, il Mare e la vallata sottostante.  Per proseguire sul sentiero A10  avremmo dovuto girare a sinistra prima di arrivare all'area pic-nic, infatti tornati sui nostri passi pochi metri prendiamo il sentiero AV-A10 (non segnalato con evidenza). Inizialmente il sentiero è ripido e angusto ma poi, superato un grande faggio saliamo lungo molti tornanti il bosco di faggi sembra lasciare il posto ai pini ma dopo altri tornati è sempre il faggio a fare da padrone.
Incontrano anche le testimonianze di antiche attività montanare, come aie carbonili e grandi fosse in cui si raccoglieva la neve, venduta come ghiaccio in riviera nella stagione calda. Ci troviamo in una zona più rada, finalmente si vede un po' di panorama, su un tratto un po' esposto avvistiamo il litorale fino a Portofino.
Rientriamo nel bosco superiamo due deviazioni verso sinistra, la prima (1285m, WP09, 30'/1h 25') vi è una segnalazione per il “Faggio 40” o “Faggio dello Zatta” : un albero monumentale, caduto nel 2005 a seguito di un’ aggressione fungina. Il suo nome pare derivare da una leggenda secondo la quale quaranta contadini sorpresi da un violento temporale trovarono riparo sotto di esso.
Rimaniamo sul sentiero principale e procediamo ancora affrontando ancora tornanti, ma ormai siamo in vista della vetta del monte Zatta di Ponente e ben presto siamo fuori dal bosco proprio nei pressi di una piccola edicola votiva e una croce (1357m, WP11, 15'/1h 40'). Da questo punto è possibile osservare l’irregolare cresta dello Zatta, che si estende per più di un chilometro e mostra i suoi due opposti versanti. Il panorama spazia sulla val Graveglia, sulle non lontane cime del monte Porcile, fino al mare; e lontano, foschia permettendo, si intravedono anche le Apuane.
 


 

Si riprendere il cammino sul sentiero in un alternarsi di tratti pianeggianti e tratti in saliscendi sempre sulla cresta avendo a sinistra sempre la faggeta e a destra il versante ripido caratterizzato dagli strati di roccia sedimentaria. Tratti panoramici ed esposti si alternano nella faggeta. Un sentierino che si sviluppa verso destra conduce a una grossa croce in ferro posta su un punto elevato e aperto al panorama sulla vallata. Si procede quindi, sempre in cresta e alternando ancora tratti aperti ad altri in faggeta, per giungere infine alla Vetta di Levante del Monte Zatta (1410m, WP12, 30'/2h 10').
Da qui è ben visibile lo sviluppo dell’Alta Via che si sviluppa, nel suo tratto spezzino, alle spalle delle Cinque Terre. Dalla Vetta di Levante si seguono le sovrabbondanti indicazioni inoltrandosi all'interno della foresta raggiungendo il bivio (1373m, WP13, 5'/2h 15') tra l'Alta Via dei Monti Liguri, che abbiamo seguito fino qui, e il sentiero A10 che continueremo a percorrere voltando a sinistra.

Si scende ora decisamente nel bellissimo sottobosco incontrando inaspettatamente un'area di sosta con panchina, siamo alla Fonte di Prato Pinello, che sgorga da sotto un grande masso (1329m, WP14, 10'/2h 25').
Proseguendo lungo il sentiero molto ben tenuto, (paline “Sentiero Natura” oltre che segnavia A10, davvero impossibile perdersi) si arriva ad un incrocio (1220m, WP15, 20'/2h 45'), andando a sinistra si raggiunge nuovamente il Faggio F40, proseguiamo a destra sempre in discesa fino a intersecare la sterrata che avevamo percorso in salita (1024m, WP04, 30'/3h 15'), da qui si ripercorre il percorso dell'andata fino al Passo del Bocco (950m, WP01, 30'/3h 45').

 
www.sentierinatura.it
Parco Naturale Regionale dell'Aveto

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Lista WayPoints con tempi di percorso

Localita Alt.(m) WP Parz. Totale Note
Passo del Bocco 980 01 00'

00'

[ Scarica PDF Lista completa WayPoints ]

Colonia Devoto 1091 06 40' 40'  
Poggio Buenos Aires 1121 07 15' 55'  
Faggio 40 1287 10 30' 1h 25'  
Monte Zatta di Ponente 1357 11 20' 1h 45'  
Monte Zatta 1410 12 30' 2h 15'  
Passo del Bocco 980 01 1h 45' 4h 00'  
 

PROFILO ALTIMETRICO

 

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